CORSO DI TESSITURA – ESERCIZIO 1: SCIARPA IN LINO E SETA

ESERCIZIO 1: SCIARPA  IN LINO E SETA

SCIARPA  IN LINO E SETA

SCIARPA IN LINO E SETA

AVVERTENZAper realizzare questo lavoro è necessario saper usare il telaio a 2 o a 4 licci difficoltà: facile

 filati usati:

il lino lurex e il lino grezzo

lino grezzo titolo 1/10000 colore naturale 120 gr lino/lurex titolo 60000 (art LIL20 www.filationline.it) col. nocciola 35 gr

l

  seta  titolo 2/60000  (8 colori diversi: utilizzare  piccole rimanenze)   10 gr

seta titolo 2/60000 (8 colori diversi: utilizzare piccole rimanenze) 10 gr

ordito: filo singolo di lino grezzo + cordoncini di seta ottenuti unendo 8 fili di colore diversi

trama: filo doppio di lino/lurex

rimettaggio: 1-2-1-2-1-2…………..

cimosse: nelle prime 10 e nelle ultime 10 maglie raddoppiare il filo d’ordito

pettine: riduzione 40/10 : passare 2 fili per dente così da ottenere 80/10 così da avere il lavoro con fittezza di 8 fili al cm.

sequenza di trama: abbassare alternativamente il pedale 1 e il pedale 2 (1-2-1-2-1-2…….)

Schema ordito: l’ordito è composto da 327 fili ordinati in questa sequenza

40 fili lino + 1 cordoncino seta + 40 f. lino + 1 cord seta + 40 f. lino + 1 cord seta + 40 f. lino + 1 cord seta + 40 f. lino + 1 cord seta + 40 f. lino + 1 cord seta + 40 f. lino + 1 cord seta + 40 f. lino

5. al lavoro

Ad esempio sul mio telaio devo montare 315 cm.

 Montare una lunghezza sufficiente a lavorare 230 cm. + 15 cm frange all’inizio + 15 cm di frange alla fine, cioè  un totale di 260 cm.

 Trama: utilizzare il lino lurex raddoppiato

Misure finite: 36 cm x 218 cm + frange

Finissaggio:  lavaggio a mano o in lavatrice; asciugatura a caldo; NON stirare

  Osservazioni

Non è indispensabile usare il lino e la seta, potete sostituirli con altri filati che avete a disposizione di spessore analogo;  Inserire dei cordoncini permette di utilizzare piccole rimanenze di filo;

Guardate l’effetto “goffrato”  del lino grazie all’asciugatura a caldo;

2. la sciarpa finita

Il look della sciarpa sarà allo stesso tempo informale grazie al lino grezzo (facilmente abbinabile ad abbigliamento casual) e chic, grazie al lurex (abbinabile a un semplice vestitino leggero)

Tutti i sabati una nuova lezione

CORSO DI TESSITURA – LEZIONE 4: IL FINISSAGGIO

LEZIONE 4: IL FINISSAGGIO

Ogni pezzo di tessuto realizzato, qualunque sia il filato utilizzato, va lavato per permettere alle trame di chiudersi e prendere la loro posizione definitiva e per eliminare eventuali tracce di paraffina o oli.

Faccio notare che mentre si tesse i fili sono sottoposti a tensione, quando si stacca il lavoro ritornano ad uno stato inerte: un lavoro misurato in tensione è più lungo di quando è a riposo.

FINISSAGGIO = LAVAGGIO + ASCIUGATURA + STIRATURA

Ora spiegherò come ottenere un finissaggio “casalingo” (l’industria utilizza sostanze chimiche):

lavaggio a mano:sciogliere poco detersivo per delicati in acqua appena tiepida (non fredda);

immergere completamente il capo;

lasciarlo in ammollo per 5-6 minuti (non dimenticarlo!) muovendolo delicatamente; risciacquare  bene con acqua appena tiepida;

strizzare  senza torcere, aiutandosi con un asciugamano pulito;

stendere orizzontale su un panno asciutto;

se  è possibile  centrifugare brevemente in lavatrice a max 400 giri (infilare però il capo dentro un sacchetto per delicati)

  1. Lavaggio in lavatrice: (consiglio questo metodo, se la vostra lavatrice ve lo consente). Scegliere il programma per extra delicati, normalmente si chiama “lavaggio a mano”; mettere poco detersivo per delicati e l’ammorbidente nelle rispettive vaschette; programmare la centrifuga a max 400 giri; programmare la temperatura a 30°; prendere il capo, inserirlo in un sacchetto per delicati e chiudere con un laccetto (questa operazione è molto importante perché impedisce che il tessuto faccia delle brusche torsioni durante il lavaggio); dopo il lavaggio estrarre il capo e stenderlo orizzontale su un panno pulito
  2. per chi dispone di asciugatrice: è ottimale l’asciugatura a caldo dei capi in lana e soprattutto in cashmere per avere un finissaggio perfetto.  Il calore aiuta a migliorare la “mano”, cioè l’aspetto tattile del capo; utilizzate programmi per delicati; non fate “seccare” troppo.
  3.  Stiratura: stirate con ferro caldo e vapore, frapponendo un panno pulito; in certi casi, se volete, potrete non stirare per mantenere un effetto “stropicciato” (prestare attenzione ai filati sintetici!)

CORSO DI TESSITURA – LEZIONE 3: DOVE COMPRARE UN TELAIO

LEZIONE 3:  DOVE COMPRARE UN TELAIO

Un buon telaio deve essere realizzato a regola d’arte per funzionare bene.

Un’azienda molto seria ed affidabile di cui conosco bene i prodotti è quella di Rangoni Stefania a Calenzano (FI) .  Potete visitare il suo sito  www.untelaiopertutti.it

 Vorrei precisare che per imparare a tessere è necessario avere un’insegnante: non è possibile farlo attraverso indicazioni scritte, siano quelle che fornisco io, sia quelle di un manuale di tessitura.

Per un eventuale acquisto è meglio seguire i consigli dell’insegnante.

 Poiché il costo di un telaio è significativo, si può prendere in considerazione anche la

possibilità di comprarlo usato cercando on-line sui siti di annunci.

Sciarpa tessuta con i filati di Ambra

Chi volesse informazioni più dettagliate può contattarmi via mail

quattromici@gmail.com

Tutti i sabati troverai una nuova lezione

CORSO DI TESSITURA

PRESENTAZIONE CORSO DI TESSITURA

Mi chiamo Anna Maria, sono tessitrice: fino a qualche anno fa questo era il lavoro mio e di mio marito, ora è un hobby a cui dedico tutto il mio tempo libero  perché è bellissimo realizzare qualcosa con le proprie mani.

Io e Stefano abbiamo collaborato con le case di moda, inventando e realizzando per loro, sciarpe, stoffe d’abbigliamento, plaid, principalmente in cashmere.

Mi piacerebbe condividere con altri il mio bagaglio di esperienza, vorrei ringraziare Ambra che mi dà la possibilità di collaborare con lei.

Ho pensato di suddividere i miei interventi in

Lezioni oppure esercizi:

nelle lezioni vorrei spiegare il funzionamento del telaio e dare suggerimenti per risolvere problemi;

negli esercizi pubblicherò le spiegazioni di lavori fatti da me con le istruzioni per realizzarli.

AVVERTENZA

I miei telai sono a 4 licci; alcuni lavori saranno realizzabili anche sul telaio a 2 licci.

Per montare gli orditi io uso la cantra, ma chi usa l’orditoio a pioli può comunque utilizzare le mie indicazioni.

Per tessere utilizzo la navetta (non la spola)

CORSO DI TESSITURA – LEZIONE 1: LA TESSITURA A MANO

LEZIONE 1

LA TESSITURA A MANO

Glossario

 Con la tessitura, che sia a mano o automatica, si realizzano pezzi di “tessuto” dati dall’incrocio dei fili dell’ordito  e dei fili della trama.

L’ordito è l’insieme dei fili che passano verticalmente sul lavoro;

la trama è il filo che passa orizzontalmente

Non bisogna confonderla con la maglieria, in cui  si lavora un unico filo opportunamente intrecciato con appositi aghi.

 telaio

telaio manuale di legno

Il telaio è una struttura estremamente semplice costituita da:

–        Il subbio posteriore, su cui vengono arrotolati i fili che costituiscono l’ordito;

subbio posteriore

subbio posteriore

 

subbio posteriore

subbio posteriore

–        Le casse o licci, su cui sono inserite le maglie d’acciaio in cui passano i fili dell’ordito;

. casse o licci

casse o licci

–        Il pettine, che serve a dare la fittezza richiesta al tessuto e a battere i fili di trama

pettine

pettine

–        I pedali, che sono collegati alle casse e permettono di alzarle e abbassarle.

Con l’abbassamento delle casse si aprono i fili dell’ordito permettendo di passare il filo di trama

–     Il subbio anteriore, a cui si legano i fili dell’ordito e su cui si arrotola il tessuto già lavorato

pedali e subbio anteriore

pedali e subbio anteriore

–        la cantra, che serve per montare l’ordito sul subbio posteriore (ci sono anche altri sistemi, ad esempio l’orditoio a pioli)

cantra

cantra

–        la scatola di tensione, che serve a separare in pari e dispari dei fili d’ordito, e a dar loro la giusta tensione

scatola di tensione

scatola di tensione

–        la navetta, che, lanciata da sinistra a destra e da destra a sinistra, trasporta il filo di trama

lancio della navetta

lancio della navetta

navette

navette

potete scrivere commenti o fare domande, sarò lieta di rispondervi, Anna.

CORSO DI TESSITURA – LEZIONE 2: lo spessore dei filati

La finezza dei filati viene chiamata titolo

L’unità di misura è il numero metrico (NM)  che indica il numero di metri di filo necessari per formare il peso di 1000 g (1 kg)

Esempio:  NM = 3000              Occorrono 3000 metri di filo per un kg

NM = 4500              occorrono  4500 metri di filo per un kg

 

Convenzionalmente l’indicazione dei diversi valori con il numero metrico Nm viene effettuata con 1/Nm – 2/Nm a seconda se si tratta di un filato a capo unico o ritorto a 2 capi.

 

Esempi:   1/15000           il filo è composto da un singolo capo e occorrono 15000 metri di filo per fare un kg;

2/15000      il filo è composto da 2 capi   1/15000 ritorti insieme, perciò occorrono 7500 metri per fare un kg;

1/28000            il filo è composto da 1 capo e occorrono 28000 metri per un kg;

2/28000           il filo è composto da 2 capi di 1/28000 ritorti insieme, perciò occorrono 14000 metri per fare un kg

2/60000          il filo è composto da 2 capi di 1/60000 ritorti insieme, perciò occorrono 30000 metri per un kg.

 lo spessore dei filati

lo spessore dei filati

Nella foto potete vedere alcuni esempi.

Partendo da destra:

filo di seta 2/60000 è uno dei fili più sottili che si possono tessere a mano;

filo di cashmere 2/28000;

filo di seta 3/15000 in questo caso abbiamo 3 fili 1/15000 ritorti perciò  1 kg = 5000 metri;

filo di lana NM 4000;

filo di misto lana 1000;

filo di cashmere formato da 16 capi di 2/28000:  16X2/28000 (1 kg = 875 metri)

Rapportando i fili al righello si vede bene la differenza di spessore.

Tutte queste informazioni sulla misura e sul peso sono di grande importanza per sapere se possiamo tessere un certo tipo di filo e calcolare con buona approssimazione quanto ce ne serve per realizzare il nostro lavoro.

sciarpa realizzata con filato pelliccioso di ambra

sciarpa realizzata con filato pelliccioso di ambra

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Mettiamoci una pezza 2013: partecipiamo alla guerrilla knitting a Mirandola e Finale Emilia 6 aprile 2013

mettiamoci_una_pezza_2013

Partecipa anche tu il più grande allestimento di Urban Knitting per restituire colore al centro storico dei paesi colpiti dal sisma

pagina Facebook

CERCHIAMO VOLONTARI PER CUCIRE LE PEZZE!

per Finale Emilia potete contattare Isabella Superbi al 3288676725

come partecipare

allestimento 6 aprile a L'aquila - foto di Matteo Marini

allestimento 6 aprile a L’aquila – foto di Matteo Marini

La partecipazione al progetto “Mettiamoci Una Pezza“ è libera ed aperta a tutti

La nostra idea è di rivestire una superficie di almeno 100 mq  nei centri storici di Finale Emilia e Mirandola nella ricorrenza del quarto anno dal sisma del 6 aprile 2009.

Vorremmo raccogliere pezze preferibilmente  delle seguenti misure:
50 cm x 50 cm o da 25 cm x 25 cm
40 cm x 40 cm o da 20 cm x 20 cm

Le pezze possono essere lavorate con i ferri o con l’uncinetto ed è possibile utilizzare qualunque tipo di filato, di colore e  punto di lavorazione.

Puoi spedire la tua pezza presso:

allestimento 6 aprile a L'aquila - foto di Matteo Marini

allestimento 6 aprile a L’aquila – foto di Matteo Marini

Associazione Culturale Animammersa
c/o Patrizia Bernardi via Strada Statale 17 Bis SNC
67100 Paganica (AQ)

Comune di Finale Emilia

c/a Isabella Superbi
via Montegrappa 6
41 034 Finale Emilia (MO) Cel. 3288676725

Croce Blu di Mirandola

C/O Parcheggio Piscine
Via Dorando Pietri
41037 Mirandola (MO)

Per facilitare l’organizzazione del nostro lavoro di assemblaggio e per predisporre l’installazione, è importante che le pezze arrivino al massimo per il giorno 1 Aprile 2013.

Accompagna la tua pezza con un’etichetta che riporta il tuo nome e la tua città. Puoi scaricare la nostra etichetta qui

Comunicaci la tua adesione al progetto lasciando un commento su questa pagina, o sulla pagina facebook oppure invia una e-mail a mettiamociunapezza@gmail.com, specificando, se possibile, le misure della tua pezza.

SWS1 sciarpa in puro cashmere azzurro

SWS1 sciarpa in puro cashmere azzurro

SWS1 sciarpa in puro cashmere azzurro

100% cashmere Biagioli modesto

La sciarpa pesa 86gr è larga 57cm e lunga 210cm

Ponete attenzione sulle misure non si tratta di una piccola sciarpa larga 30cm ma bensì 57 cm

La sciarpa è stata tessuta completamente a mano su telaio in legno da una mia cliente: è un pezzo unico

Vero made in Italy!!!

Prezzo 138€

tessuta completamente a mano su telaio in legno

tessuta completamente a mano su telaio in legno

TERREMOTO

Finale Emilia, 18 giugno ’12

Da oggi il sito è di nuovo operativo.

Ho ancora qualche problema con la connessione internet e mi scuso degli eventuali ritardi delle mie risposte e nelle spedizioni a causa di alcuni problemi logistici.

La consegna della merce è comunque prevista entro 3-4 giorni lavorativi.

Ringrazio tutte coloro che in questi giorni mi sono state vicine.

Ambra

Finale Emilia, 24 maggio 2012

 

Purtroppo Finale Emila è stata colpita il 20 maggio dal fortissimo e tremendo TERREMOTO.

La mia casa non ha danni strutturali, è agibile ma il coraggio di rientrare in casa non c’è, le scosse sono troppo frequenti, le potete monitorare sul sito:

http://www.portaleabruzzo.com/nav/terremoti_elenco.asp?anno=2012&mese=0&forza=0&RecordXPagina=15&il_distretto=681#

Le rocche si sono sparpagliate a terra e la risistemazione è laboriosa.

Risponderò a tutti il prima possibile.

La prima scossa è avvenuta verso l’una di notte, ci siamo svegliati di soprassalto e sono andata al computer per avere notizie sulla scossa ma nessuno sulla rete ne parlava.

Nella nostra zona il terremoto si manifesta solitamente con una sola scossa.

Ho proposto a mio marito di andare a dormire in macchina ma lui mi rispose che ormai era già passato, era inutile uscire. Sono andata nella camera dei bimbi per controllare che non ci fosse nulla che potesse cadergli addosso e sono tornata a dormire mal volentieri.

Poco dopo le quattro un rumore assordante ci ha svegliato, assomigliava a quello di  fortissimo vento, un tornado forse …. sommato a fortissimi boati, la terra sotto la nostra casa sembrava in ebollizione, la luce è venuta a mancare, gli oggetti e gli arredi hanno iniziato a cadere ma non lo avevo capito, siamo corsi nella camera dei bambini e poi giù per le scale scalzi tra acqua e oggetti, si scivolava era buio, il rumore assordante, tutto che tremava …..  20 secondi interminabili, (non riesco ancora a spiegarmi come abbia fatto la casa a non collassare) poi finalmente la porta d’ingresso e il giardino.

Abbiamo allontanato le macchine dalla casa spingendole a mano e vi abbiamo messo dentro i bambini al sicuro. Poi la corsa in casa, appena finita la scossa. La luce era tornata …. ho aperto la porta e ho subito il secondo shock, sembrava fosse scoppiata una bomba, piatti , bicchieri, armadi, tutti  a terra, ho camminato velocemente sui vetri scalza senza nemmeno sentirli, per prendere ciabatte, una coperta e le chiavi della macchina e poi fuori di corsa.

Mi mancava ancora il telefono per chiamare amici e parenti ma non riuscivamo ad entrare le scosse erano tante e di forte intensità, alcuni gridavano: è caduta la torre dell’orologio e quella del castello! Ad ogni scossa il rumore di un muro che cedeva o una finestra che scoppiava.

È arrivata l’alba, il rumore degli elicotteri, il suono delle sirene, ambulanze, pompieri, vigili, carabinieri, protezione civile che arrivavano da tutta la regione come se fosse iniziata una guerra un bombardamento.

Fortunatamente stavamo tutti bene.

Solo qualche giorno dopo ho appreso che il 5% delle abitazioni erano collassate ma la perdita maggiore  l’ha subita il settore produttivo, l’85% dei capannoni era inagibile o crollato.

Le scosse di forte intensità hanno continuato e continuano a farci compagnia.

Martedì 29 maggio ho deciso di tornare in ufficio cercando di superare il terrore di stare chiusa tra 4 mura per gestire perlomeno le urgenze del mio ufficio.

Inizio alle 9:00, sono salita in ufficio al primo piano con l’angoscia e il cuore in gola, ho lasciato la porta aperta (non si sa mai) ho aperto le finestre acceso il computer mi sono seduta e dopo pochi secondi una scossa lunghissima, non terminava mai, l’intonaco ha iniziato a staccarsi, sono corsa alla porta, ma non si possono percorrere le scale durante le scosse, così mi sono fermata sotto l’architrave della porta d’ingresso  dell’ufficio, ma la terra continuava a tremare e il muro davanti ai miei occhi ha iniziato a crepare e pezzi sempre più grossi di intonaco cadevano dal soffitto, non sapevo se era meglio buttarsi dalla finestra o provare l’uscita delle scale, poi finalmente un momento di silenzio e la corsa veloce sulle scale e poi il cielo aperto.

Entrare in casa di giorno è per tutti coloro che hanno subito questi traumi quasi impossibile, quando si apre la porta d’ingresso ci si ferma sulla soglia e lo sguardo viaggia a destra e a sinistra come se la casa fosse indemoniata, come se ci fosse qualcuno nascosto in qualche angolo, poi una corsa veloce per prendere qualche oggetto di prima necessità e poi di corsa fuori. La notte invece entrare è impossibile, la paura è troppa.

Vi scrivo la mia testimonianza, io che mi ritengo fortunata anche se scioccata da questo evento per dare un minimo dell’idea di coloro che stanno vivendo questo disagio e di coloro che non c’è l’hanno fatta. Il rumore di un motorino che si avvicina, uno sportello che si chiude, un oggetto che cade, ci fa sobbalzare ci mette in allerta.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto dimostrandomi amicizia e affetto, ho scopeto di avere tante amiche dal cuore grande disposte a darmi anche ospitalità, vi ringrazio tutte e vi abraccio per la vostra generosità, spero di ritrovare presto un po’ di serenità anche grazie al vostro aiuto.

Davvero….   Grazie a tutte!

Ambra

 


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