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CO10 Filato misto cotone blu elettrico OFFERTA 54% 1€/hg

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ULTIME ROCCHE

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F208 filato fettuccia misto cotone blu e verde 5€/hg

70% cotone 25% viscosa 5% tessuto non tessuto

Spessore della fettuccia ritorta  2mm altezza della fettuccia 4mm

Fresca e morbida ideale per maglie e borse

Si tratta di una fettuccia piatta lavorata a zig zag a cui hanno cucito dei pezzetti di tessuto non tessuto in tonalità.

F208B filato fettuccia misto cotone blu azzurro 255gr 12,75€

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F208V filato fettuccia misto cotone verde 1165gr 58,25€

F208V filato fettuccia misto cotone verde terminata

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LC153 cordonato di lurex verde chiaro

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Marca POMPEUX

60% cupro 40% filo metallico o lurex

Morbido non pizzica

Ogni gomitolo pesa 20gr è lungo 160mt e costa 2,5€, il numero dei gomitoli lo decidi tu.

Totale gomitoli disponibili: 20

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CO91 filato in puro cotone azzurro melange 2,5€/hg

CO91 filato in puro cotone azzurro melange

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100% cotone

Spessore quasi un mm, tit. 2/34

Filati Filbrescia

Filato formato da due fili: uno bianco e uno azzurro che abbinati creano un melange.
Morbido e fresco è ideale anche per bambini.

985gr 24,50€ – 890gr 22,25€ – 960gr 24€ – 875gr 21,88€ disponibili altre rocche

 

Buon Anno 2016 !!!!!!!!

buon anno 2016

TERREMOTO EMILIA ROMAGNA CAUSATO DAL FRACKING?

QUELLO CHE NON VI DIRÀ MAI LA TV!

UN ANNO DOPO 20/05/13

TERREMOTO EMILIA ROMAGNA CAUSATO DAL FRACKING?

Riporto qui sotto alcuni articoli che girano sul Web che danno voce alla gente del mio paese.

Riassumendo molti sostengono che le pratiche di Fracking siano la causa del terremoto in Emilia.

Fracking e’ una abbreviazione di “hydraulic fracturing” che significa fratturazione idraulica, si frantuma la roccia usando fluidi saturi di sostanze chimiche iniettati nel sottosuolo ad alta pressione. Un cocktail di elementi chimici, miliardi e miliardi di litri di acqua di scarto in cui sono state dissolte sostanze chimiche tossiche, sparate nella pancia della terra ad alta pressione con i quali la roccia porosa viene fratturata, per far risalire idrocarburi contenuti nei pori della roccia causando micro terremoti. Il fracking e’ un modo “non convenzionale” per estrarre gas da roccia porosa di origine argillosa detta scisti (shale in inglese), le cui vacuita’ ospitano in prevalenza metano. Con le tecniche “tradizionali” (un pozzo per intenderci) questo gas non potrebbe essere estratto, visto che il gas e’ intrappolato in una miriade di pori sotterranei e la classica trivella verticale non arriverebbe ad aprirli tutti.

In molti paesi questi carotaggi sono proibiti; La Francia ha un divieto integrale sul fracking, cosi pure la Bulgaria; banche e assicurazioni Statunitensi  hanno bloccato i finanziamenti e la copertura dei rischi di queste operazioni,  in quanto pare ormai consolidata l’idea che il trivellamento dei pozzi di stoccaggio abbia causano terremoti e inquinamento delle falde.

 Avete sentito parlare del progetto della Centrale di riserva a Rivara, nel modenese e delle proteste no gas a Rivara?

LE CASUALITÀ: leggete e fate 2+2

 –        Il 17 febbraio 2012, i Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali hanno decretato la compatibilità ambientale e quindi l’autorizzazione di opere di indagine geologica, ossia trivellazioni con uso di cariche esplosive e pompaggio di acqua ad alta pressione, allo scopo di verificare la realizzabilità di un gigantesco deposito di gas metano, nel sottosuolo dei comuni di San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore, progetto definito “Concessione di stoccaggio sotterraneo di gas naturale denominato Rivara”.  Da tempo si parla di fare un deposito di Gas nella zona sotto i paesi colpiti idonea a contenere 3,2 miliardi di metri cubi di metano in una cavità naturale a 2.550-2.800 metri di profondità. A piena operatività potrebbe erogare 32 milioni di standard m3 al giorno. Una bomba sotto ai piedi dicono in tanti.

La società di energia è costituita al 15% da Erg e all’85% da Indipendent Resources Plc, multinazionale britannica da 15milioni di sterline confronto alla quale noi siamo piccole formichine. Il ministro Romani aveva parlato all’Unione Petrolifera Italiana ed aveva affermato “che l’Italia aveva bisogno di un significativo contributo dalle produzioni nazionali di idrocarburi già a partire daL 2012 . A fine ottobre 2012 la commissione Via (Valutazione impatto ambientale) non ha modificato le sue valutazioni: parere positivo alle trivellazioni nonostante gli accertamenti eseguiti negli ultimi mesi, LE TRIVELLAZIONI CONTINUANO!!!

–        Proprio il 17 maggio 2012 è stato pubblicato sulla gazzetta, un decreto nel quale si recita che le spese relative alla ricostruzione degli edifici distrutti in catastrofi, diciamo, tra virgolette, “naturali”, sono a spese dei cittadini e non più dello Stato”

 –        I sismologhi italiani hanno registrato il 20 maggio 2012 una magnitudo 5.9 mentre nel resto del mondo si è misurata una magnitudine  6.1, forse perche lo stato italiano prevede un rimborso al 100% per calamità naturali per gli eventi con magnitudo superiore al 6? E il decreto pubblicato il 17 maggio non era ancora entrato in vigore?

–        Nei giorni precedenti il terremoto si è verificato a Bondeno (Ferrara)IL FONTANAZZO”, con la fuoriuscita di acqua e sabbia tipico dei lavori di Fracking. Durante la scossa, poi, la sensazione avuta da diversi residenti era stata come se dal terreno uscissero aria e sabbia.

–        Aumento della temperatura dell’acqua. Il fenomeno è stato osservato a Rio Saliceto, Camposanto, San Martino in Rio già a partire da fine aprile.

–        Moria di topi e pesci. Molti denunciarono che nei giorni antecedenti al 20 maggio si verificò una moria di pesci nelle stesse zone colpite dal terremoto,  inquinamento delle falde, tipiche del Fracking  che spingono in superficie i gas e gli idrocarburi sottostanti. A Medolla moria di topi nei giorni precedenti il terremoto. A Camposanto, Finale, Mirandola, San Felice e San Prospero sono morti i pesci che vivono sul fondale di laghi e canali, soprattutto persici e pescigatto.

–        L’innalzamento delle falde acquifere:  i pozzi  di Finale Emilia hanno registrato nei giorni precedenti un notevole aumento del livello dell’acqua, inoltre a Renazzo la notte prima del terremoto l’acqua nei pozzi risultava nera probabilmente contaminata con la torba in profondità.

–        Metano. A Medolla l’emissione di metano dal suolo è aumentata fino a 10 volte.

–        Aumantata la temperatura del suolo. Sempre a Medolla la temperatura della terra è aumentata fino a 50 gradi a pochi centimetri di profondità.

–        Le tartarughe in fuga. A Finale Emilia le tartarughe sono uscite dai laghi. Il proprietario di un ristorante ha visto scappare le tartarughe dal laghetto poco prima del sisma.

–         Galline. A Medolla raccontano che le galline hanno smesso improvvisamente di fare le uova tre giorni prima della scossa.

–         Mais. Nelle piantagioni di mais a Medolla le piante prima sono aumentate d’altezza fino a 3 volte. Poi, nel giro di pochi giorni, si sono seccate. Colpa delle esalazioni di metano?

–        La profondità degli epicentri dei terremoti sono sempre superficiali da 1km a 10km di profondità, le prove di monitoraggio si eseguono a profondità identiche a quelle dei sismi, mentre normalmente gli epicentri sono molto più profondi, nelle viscere della terra e soprattutto presentano sciami sismici, cioè prima e dopo della vibrazione massima presentano oscillazione più piccole, definite di attenuazione.

–        Molti hanno sentito all’una di mattina del 20 maggio un terremoto con un grosso boato, simile ad una esplosione che gli ha spostati dal loro letto.

–        La protezione civile era già in allerta? Era ancora buoi quando la mattina del 20 maggio io stessa vedevo arrivare i primi container del ministero, una velocità sorprendente, nel  pomeriggio le tendopoli erano già montate. Sono in molti a dire che il materiale era già nelle vicinanze o comunque pronto per le nostre popolazioni.

Da quando il ministro dello Sviluppo Economico ha concesso le autorizzazioni ai petrolieri americani per effettuare prospezioni ed estrazioni sul territorio italiano, i terremoti sono aumentati in maniera preoccupante, anche in zone normalmente considerate a basso rischio. E siccome l’Italia ha così bisogno di idrocarburi ecco che è necessario produrre novanta mila barili in più al giorno in Basilicata aumentando di 90mila volte i rischi legati all’inquinamento e a disastri ambientali di varia identità. Ma come dice Romani “Senza energia si torna al Medioevo”.

Il 13 Febbraio 2013 sono stati firmati due decreti ministeriali per “liberalizzare il mercato” e per dare all’Italia un ruolo maggiore come “hub” sud-europeo del gas.

LE PERFORAZIONI CONTINUANO: Guardate il nuovo progetto che si chiamerà:

Istanza di Permesso di Ricerca in Terraferma: RENO CENTESE

Lo trovate qui: http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=497

Ma non si tratta solo dell’Emilia tutta l’Italia è coinvolta, sul blog

http://dorsogna.blogspot.it/2013/04/italia-352-pozzi-di-stoccaggio-di-gas.html

trovate molte più notizie di quelle che vi ho riportato io qui

In Emilia, ci sono stati morti, perdite ingenti, angoscia, paura, domande senza risposte in cambio di niente. Magari il petrolio, lo stoccaggio del gas non c’entrano, ma è evidente che non possiamo continuare a insultare madre natura e ad aspettarti che non ci siano mai conseguenze di nessun genere.

Ambra

LEZIONE 5: COME FARE LE FRANGE

LEZIONE 5: COME FARE LE FRANGE

                                   Montare il telaio con un ordito per realizzare una sciarpa: nella lunghezza avrete già incluso la misura delle frange.

Annodare l’ordito al subbio anteriore.

Con il filo di trama o –indifferentemente con un filo diverso- lavorate 4/5 cm a tela per preparare

la partenza del lavoro: battere bene i fili.

 Fate una sigaretta con del filo sottile e robusto (seta o cotone, ad esempio)

                clicca qui e guarda il video      

Purtroppo la qualità del video non è ottimale, ma si vede abbastanza:

con il filo sottile (giallo nel video) che avete preparato fate 3 battute a tela lasciando dalle battute iniziali uno spazio vuoto pari alla misura delle frange che volete ottenere.

Lasciate abbondante  il filo  sui lati senza tirarlo sulle cimosse.

Battere bene.

lasciare i fili lunghi sui lati

lasciare i fili lunghi sui lati

 Cambiare il filo e cominciare a tessere: dopo alcune battute tagliate le filzoline laterali

Quando avete terminato di tessere la sciarpa, fate di nuovo tre battute a tela con il filo sottile

Misurate la stessa distanza lasciata all’inizio e concludete con 4/5 cm a tela ben battuti.

lasciare uno spazio vuoto pari alla misura delle frange

lasciare uno spazio vuoto pari alla misura delle frange

Foto1799

 Dopo aver  lavato e asciugato la sciarpa, stirare bene le frange, sfilare i fili sottili e tagliare seguendo la prima battuta di trama di inizio e fine lavoro, così da riuscire ad andare ben dritto

tagliare seguendo la prima battuta

tagliare seguendo la prima battuta

Tutti i sabati un nuovo articolo.

Offerto da: quattromicitessituramanuale.blogspot.it

 

 

CORSO DI TESSITURA – ESERCIZIO 5: COME ANNODARE L’ORDITO AL SUBBIO ANTERIORE

parte anteriore

parte anteriore

Per poter realizzare un buon lavoro bisogna annodare bene l’ordito: la tensione dei fili deve essere uniforme su tutta la sua larghezza.

Montare il telaio, fare il rimettaggio e passare il filo nel pettine: il telaio si presenta così (vedi foto)

parte posteriore

parte posteriore

Nella parte posteriore vedete le verghe di incrocio legate sulle casse e sul pettorale posteriore.

Posizionare la barra del subbio anteriore e legare PER PRIMO il mazzetto di fili centrale

annodare il mazzetto centrale

annodare il mazzetto centrale

 Poi a seguire i due mazzetti esterni delle cimose

annodare le cimose (dx)

annodare le cimose (dx)

annodare le cimose (sx)

annodare le cimose (sx)

slacciare le verghe

slacciare le verghe

A questo punto SLACCIARE le verghe di incrocio dalle casse e dal pettorale posteriore

slacciare le verghe

slacciare le verghe

E quindi passare ad annodare gli altri fili procedendo dalle cimose verso il centro, prima da una parte  poi dall’altra (vedi foto successive)

foto 44-45-46-47 copia

 RICONTROLLARE le tensioni di tutti i mazzetti e uniformarle, sempre partendo dall’esterno verso il centro.

passare le mani sui fili

passare le mani sui fili

Passare le mani sui fili per SENTIRE se tutti sono ben tesi,

stringere per ultime le cimose

le verghe sono sotto il pettorale

le verghe sono sotto il pettorale

A questo punto portare le verghe di incrocio sotto il pettorale posteriore e legarle

 

sciarpa finita

sciarpa finita

  Il lavoro è pronto per la tessitura e questo è il lavoro finito

 Il filato usato è l’articolo: WO555 misto lana bianco e nero (www.filationline.it)

Ogni sabato una nuova lezione

Questo articolo è stato scritto da Anna: quattromicitessituramanuale

Per qualsiasi informazione che non trovi nell’articolo la puoi contattare: quattromici@gmail.com

 

Mettiamoci una pezza 2013: partecipiamo alla guerrilla knitting a Mirandola e Finale Emilia 6 aprile 2013

mettiamoci_una_pezza_2013

Partecipa anche tu il più grande allestimento di Urban Knitting per restituire colore al centro storico dei paesi colpiti dal sisma

pagina Facebook

CERCHIAMO VOLONTARI PER CUCIRE LE PEZZE!

per Finale Emilia potete contattare Isabella Superbi al 3288676725

come partecipare

allestimento 6 aprile a L'aquila - foto di Matteo Marini

allestimento 6 aprile a L’aquila – foto di Matteo Marini

La partecipazione al progetto “Mettiamoci Una Pezza“ è libera ed aperta a tutti

La nostra idea è di rivestire una superficie di almeno 100 mq  nei centri storici di Finale Emilia e Mirandola nella ricorrenza del quarto anno dal sisma del 6 aprile 2009.

Vorremmo raccogliere pezze preferibilmente  delle seguenti misure:
50 cm x 50 cm o da 25 cm x 25 cm
40 cm x 40 cm o da 20 cm x 20 cm

Le pezze possono essere lavorate con i ferri o con l’uncinetto ed è possibile utilizzare qualunque tipo di filato, di colore e  punto di lavorazione.

Puoi spedire la tua pezza presso:

allestimento 6 aprile a L'aquila - foto di Matteo Marini

allestimento 6 aprile a L’aquila – foto di Matteo Marini

Associazione Culturale Animammersa
c/o Patrizia Bernardi via Strada Statale 17 Bis SNC
67100 Paganica (AQ)

Comune di Finale Emilia

c/a Isabella Superbi
via Montegrappa 6
41 034 Finale Emilia (MO) Cel. 3288676725

Croce Blu di Mirandola

C/O Parcheggio Piscine
Via Dorando Pietri
41037 Mirandola (MO)

Per facilitare l’organizzazione del nostro lavoro di assemblaggio e per predisporre l’installazione, è importante che le pezze arrivino al massimo per il giorno 1 Aprile 2013.

Accompagna la tua pezza con un’etichetta che riporta il tuo nome e la tua città. Puoi scaricare la nostra etichetta qui

Comunicaci la tua adesione al progetto lasciando un commento su questa pagina, o sulla pagina facebook oppure invia una e-mail a mettiamociunapezza@gmail.com, specificando, se possibile, le misure della tua pezza.

TERREMOTO

Finale Emilia, 18 giugno ’12

Da oggi il sito è di nuovo operativo.

Ho ancora qualche problema con la connessione internet e mi scuso degli eventuali ritardi delle mie risposte e nelle spedizioni a causa di alcuni problemi logistici.

La consegna della merce è comunque prevista entro 3-4 giorni lavorativi.

Ringrazio tutte coloro che in questi giorni mi sono state vicine.

Ambra

Finale Emilia, 24 maggio 2012

 

Purtroppo Finale Emila è stata colpita il 20 maggio dal fortissimo e tremendo TERREMOTO.

La mia casa non ha danni strutturali, è agibile ma il coraggio di rientrare in casa non c’è, le scosse sono troppo frequenti, le potete monitorare sul sito:

http://www.portaleabruzzo.com/nav/terremoti_elenco.asp?anno=2012&mese=0&forza=0&RecordXPagina=15&il_distretto=681#

Le rocche si sono sparpagliate a terra e la risistemazione è laboriosa.

Risponderò a tutti il prima possibile.

La prima scossa è avvenuta verso l’una di notte, ci siamo svegliati di soprassalto e sono andata al computer per avere notizie sulla scossa ma nessuno sulla rete ne parlava.

Nella nostra zona il terremoto si manifesta solitamente con una sola scossa.

Ho proposto a mio marito di andare a dormire in macchina ma lui mi rispose che ormai era già passato, era inutile uscire. Sono andata nella camera dei bimbi per controllare che non ci fosse nulla che potesse cadergli addosso e sono tornata a dormire mal volentieri.

Poco dopo le quattro un rumore assordante ci ha svegliato, assomigliava a quello di  fortissimo vento, un tornado forse …. sommato a fortissimi boati, la terra sotto la nostra casa sembrava in ebollizione, la luce è venuta a mancare, gli oggetti e gli arredi hanno iniziato a cadere ma non lo avevo capito, siamo corsi nella camera dei bambini e poi giù per le scale scalzi tra acqua e oggetti, si scivolava era buio, il rumore assordante, tutto che tremava …..  20 secondi interminabili, (non riesco ancora a spiegarmi come abbia fatto la casa a non collassare) poi finalmente la porta d’ingresso e il giardino.

Abbiamo allontanato le macchine dalla casa spingendole a mano e vi abbiamo messo dentro i bambini al sicuro. Poi la corsa in casa, appena finita la scossa. La luce era tornata …. ho aperto la porta e ho subito il secondo shock, sembrava fosse scoppiata una bomba, piatti , bicchieri, armadi, tutti  a terra, ho camminato velocemente sui vetri scalza senza nemmeno sentirli, per prendere ciabatte, una coperta e le chiavi della macchina e poi fuori di corsa.

Mi mancava ancora il telefono per chiamare amici e parenti ma non riuscivamo ad entrare le scosse erano tante e di forte intensità, alcuni gridavano: è caduta la torre dell’orologio e quella del castello! Ad ogni scossa il rumore di un muro che cedeva o una finestra che scoppiava.

È arrivata l’alba, il rumore degli elicotteri, il suono delle sirene, ambulanze, pompieri, vigili, carabinieri, protezione civile che arrivavano da tutta la regione come se fosse iniziata una guerra un bombardamento.

Fortunatamente stavamo tutti bene.

Solo qualche giorno dopo ho appreso che il 5% delle abitazioni erano collassate ma la perdita maggiore  l’ha subita il settore produttivo, l’85% dei capannoni era inagibile o crollato.

Le scosse di forte intensità hanno continuato e continuano a farci compagnia.

Martedì 29 maggio ho deciso di tornare in ufficio cercando di superare il terrore di stare chiusa tra 4 mura per gestire perlomeno le urgenze del mio ufficio.

Inizio alle 9:00, sono salita in ufficio al primo piano con l’angoscia e il cuore in gola, ho lasciato la porta aperta (non si sa mai) ho aperto le finestre acceso il computer mi sono seduta e dopo pochi secondi una scossa lunghissima, non terminava mai, l’intonaco ha iniziato a staccarsi, sono corsa alla porta, ma non si possono percorrere le scale durante le scosse, così mi sono fermata sotto l’architrave della porta d’ingresso  dell’ufficio, ma la terra continuava a tremare e il muro davanti ai miei occhi ha iniziato a crepare e pezzi sempre più grossi di intonaco cadevano dal soffitto, non sapevo se era meglio buttarsi dalla finestra o provare l’uscita delle scale, poi finalmente un momento di silenzio e la corsa veloce sulle scale e poi il cielo aperto.

Entrare in casa di giorno è per tutti coloro che hanno subito questi traumi quasi impossibile, quando si apre la porta d’ingresso ci si ferma sulla soglia e lo sguardo viaggia a destra e a sinistra come se la casa fosse indemoniata, come se ci fosse qualcuno nascosto in qualche angolo, poi una corsa veloce per prendere qualche oggetto di prima necessità e poi di corsa fuori. La notte invece entrare è impossibile, la paura è troppa.

Vi scrivo la mia testimonianza, io che mi ritengo fortunata anche se scioccata da questo evento per dare un minimo dell’idea di coloro che stanno vivendo questo disagio e di coloro che non c’è l’hanno fatta. Il rumore di un motorino che si avvicina, uno sportello che si chiude, un oggetto che cade, ci fa sobbalzare ci mette in allerta.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto dimostrandomi amicizia e affetto, ho scopeto di avere tante amiche dal cuore grande disposte a darmi anche ospitalità, vi ringrazio tutte e vi abraccio per la vostra generosità, spero di ritrovare presto un po’ di serenità anche grazie al vostro aiuto.

Davvero….   Grazie a tutte!

Ambra

 

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